
Laterza 31 Luglio 2009
In politica.
Dall’entusiasmo all’illusione.
Dalla delusione alla rassegnazione.
Ho creduto nella “generazione nuova” sperando che si trasformasse in una “nuova dimensione”. Sono rimasto deluso perché tutto sembrava nuovo ma i metodi, gli strumenti, le idee, gli uomini e il loro pensiero era vecchissimo.
Mi sono affidato allora all’identità, alle ragioni nobili dei valori, all’assoluto metodo dei “liberi e forti” convinto che non ci può essere un "male minore" ma un “bene possibile”.
E’ bastato un soffio, una brezza calda estiva che tutto si è arrestato anzi è venuta meno perfino l’Amicizia .....o forse molto probabilmente non c’è mai stata.
La gramigna cresciuta insieme al grano ha preso il sopravvento e adesso forse il raccolto è compromesso.
Quel bene possibile è confuso, frastornato, contaminato e tranne qualche futuro miracolo seriamente danneggiato.
E adesso ?
Allora ancora una volta mi rifaccio a Don Luigi Sturzo:
Se hai subito, in politica, uno scacco e non puoi o vuoi prenderti la rivincita, incassalo con faccia serena. Se pensi alla rivincita, sappi che non ti potrai fermare a metà strada ma sarai obbligato ad andare fino in fondo. Se perdi di nuovo, tirane le conseguenze e ritirati dall’agone.
Mi ritiro ma tutte le mie energie saranno rivolte a far crescere “l’Altra Generazione”, quella dei miei figli; il mio impegno continuerà ad essere rivolto esclusivamente a loro perché non facciano l'errore che ho commesso io. Continuerò a impegnarmi nella loro educazione e nella loro formazione perchè possano cercare sempre la verità e il tempo più opportuno per fare le cose.
Mi impegnerò perchè non lascino spazio all'improvvisazione, alla superficialità, alla banalizzazione, alla poca serietà..... nella vita di tutti i giorni, come nel sociale e nel politico. Affinché possano amare le ragioni della coerenza, della libertà e della fortezza soprattutto dell’onestà intellettuale.
Poi non tacerò e non avrò più nessuna esitazione...l'ho fatto per due volte e ne ho ricavato solo una ingiustificata mortificazione.
Domenico SAVINO