
<< ... il suo messaggio politico più famoso, l'"Appello a tutti gli uomini liberi e forti" del 1919, non è rivolto ai deboli, come d'altronde la "Rerum Novarum" è più rivolta ai forti non ai deboli. Ed è logico che sia così. I cuori e le menti da "toccare", da cambiare sono innanzitutto quelli di chi possiede e di chi ha potere >>. Così, Caro Direttore, il mio amico Giovanni Palladino Presidente del Centro Internazionale Studi Luigi sturzo, ci ricorda, attraverso un suo bellissimo intervento, il significato autentico dell'Appello proprosto agli italiani giusto 90 anni fa da un santo sacerdote meridionale: Don Luigi sturzo. Non si non essere d'accordo con questa tesi in questo momento storico ricco di tante crisi, da quella economica a quella etica e morale, e di tanti disordini, conflitti sempre più aspri fra stati e stati e all'interno degli stessi, fra enti e istituzioni. Non si può non convenire quando assistiamo tutti i giorni, in Italia, a uomini di potere, politico-economico-finanziario, che nonostante la poca moralità e competenza rimangono imperterriti al proprio posto. quell'Appello riletto oggi è ancora attuale: <<...le necessarie ed urgenti riforme nel campo della prevvidenza e della assistenza sociale, nella legislazione del lavoro, nella formazione e tutela della piccola proprietà devono tendere alla elevazione delle classi lavoratrici mentre l'incremento delle forze economiche del paese, l'aumento della produzione, la saldaa ed equa sistemazione dei regimi doganali, la riforma tributaria, lo sviluppo della marina mercantile, la soluzione del problema del mezzogiorno, la colonizzazione interna del laatifondo e la lotta contro l'analfabetismo vorranno a far superare la crisi del dopoguerra e a tesoreggiare i frutti legittimi e auspicati dalla vittoria...>> solo che cìè mancanza di classi dirigenti e politiche degne di questo nome, capaci di applicarlo. Questo paese non ha bisogno di rivoluzioni e di "uomini forti" soli al comando ma di uomini saggi e umili come Don Luigi Sturzo. Uomini capaci di "governare" e non di "comandare"; pronti non solo di invitare all'ottimismo ma a esortare come faceva il Pro-Sindaco di Caltagirone più di 50 anni fa.
Domenico SAVINO