
Ringraziando Michele di Vico con il quale stiamo condividendo un percorso entusiasmante ma irto di difficoltà e di insidie, vi propongo alcuni miei articoli, che ha avuto la generosità di pubblicare.
Un caro saluto, Domenico SAVINO
Abbiamo creduto che la strada di Berlusconi fosse la nostra; abbiamo aperto a FI le porte del Partito Popolare Europeo; abbiamo sperato che FI evolvesse verso un disegno di popolarismo europeo; abbiamo giustificato il “partito azienda” e il conflitto di interessi; abbiamo rispettato Berlusconi, e abbiamo sempre, come facciamo anche oggi, respinto la sua demonizzazione ma dopo 15 anni poco è cambiato. Dobbiamo essere seri: siamo stati sconfitti in quei nostri convincimenti ma abbiamo difeso bandiera e valori e non siamo orfani del potere.. Un uomo politico è grande se riconosce le proprie sconfitte. L'assemblea nazionale che si è svolta a Roma, presso il meraviglioso Auditorium della Conciliazione, non è stata l'occasione solo per fare un “esame di coscienza collettivo”, né tanto meno un rinnegare il recente passato, piuttosto si è tracciato il bilancio di un percorso, per meglio vivere il presente e guardare con realismo e umiltà al futuro. Interessanti tutti gli interventi per le varie sfumature politiche ma bellissimi per i contenuti e i riferimenti ideali. Particolarmente significativo quello di Magdi Allnan Cristiano prossimo candidato per l'Unione di Centro alle Elezioni Europee. Il suo è stato un invito alla
rottamazione della vecchia cultura , ad essere protagonisti puntando sui valori della verità e della libertà.
Per sconfiggere la deriva nichilista, e per arrestare la fine della nostra civiltà, dobbiamo tenere alta la testa, dritta la schiena; dobbiamo costruire un'Europa non come un colosso di materialità, ma con un'anima, imponendo una nuova concezione della felicità . I valori, i principi, gli ideali: questi
non possono essere il cesarismo, il leaderismo, l'individualismo, ha sottolineato Bruno Tabacci, perché
noi siamo diversi, abbiamo una funzione moderatrice, come affermava Don Sturzo.
Siamo dei moderati radicali, e pertanto non possiamo transigere sull'etica, sul rigore,
non possiamo far passare come poco gravi provvedimenti come i prefetti che dovrebbero controllare il lavoro delle banche, o le ronde che dovrebbero ripristinare la sicurezza, o ancora l'elevata evasione fiscale o ancora copertura di tante iniziative economiche e finanziarie con i fondi dormienti. Un'identità ben precisa quindi quella dell'Unione di Centro, rivendicata da Nando Adornato il quale ringraziando l'UDC,
senza di loro noi non saremmo qui, ha invitato tutti a un lavoro serio e approfondito.
Dinnanzi a noi c'è un arduo lavoro: modernizzare il paese perché in 15 anni nulla è cambiato. A parte l'introduzione del varietà nella politica con veline e calciatori, questo paese non è stato ancora liberalizzato. Il rapporto carismatico leader-popolo è superato; Berlusconi ha avuto il ruolo importante di battere la “macchina da guerra” ex-post comunista ma non ha saputo risolvere i problemi del paese. Il Berlusconismo è superato; oggi ci vuole il lavoro di squadra, si deve lavorare in equipe, bisogna unire in un'unica forza i moderati secondo il filone culturale del cristianesimo e del liberalismo. Dopo Adornato, De Mita:
PD e PDL hanno fallito perché prima ancora che curare l'identità, hanno preteso di risolvere i problemi nella legittimazione del comando. C'è stato l'annuncio del nuovo miracolo italiano ma la stagnazione continua, è costante. Il nostro futuro?, non siamo l'utilità marginale per garantire l'equilibrio; noi dobbiamo accelerare la fine del finto bipartitismo per tornare al pluralismo; dobbiamo avere, come nuovo partito una funzione culturale ( l'uomo senza le sacre scritture e senza le tragedie greche, che uomo è ?! ); dobbiamo tornare a Sturzo il quale sosteneva che il popolo non è la somma delle individualità da assecondare ma è la comunità da guidare, da governare . Un riforma quindi culturale e una riforma morale allo stesso tempo, così Rocco Buttiglione , perché
questo è il nostro tempo;
bisogna tornare a parlare di politica senza passare attraverso il cabaret; bisogna rifarsi ai valori e bisogna far entrare nella politica l'associazionismo cattolico, il “nuovo popolo cristiano” per “pulire la politica” che non è comunque una cosa sporca. Bisogna guardare al futuro facendo tesoro degli errori del passato. A tal proposito Buttiglione chiarisce che
noi pensavamo che fosse possibile mantenere un ideale, una scialuppa italiana per costruire, quando sarebbe arrivato il momento, la nave del Partito Popolare Europeo Italiano con FI; Berlusconi lo ha fatto con AN, ovvero con chi non gli poneva la questione democratica del partito. Berlusconi ci ha cacciato smentendo l'accordo che aveva fatto con noi . Tuttavia è arrivato il momento di costruire un nuovo partito alternativo al modello del nuovo centrodestra, ma sopratutto della sinistra, questo il messaggio di Vietti capogruppo alla Camera. Quindi la conclusione di Casini:
diceva Don Sturzo: siate voi stessi, invece di guardare a destra o a sinistra attingete al vostro prezioso patrimonio culturale, non cedete alle chimere dello statalismo, alle tentazioni del capitalismo, eccessivo e speculativo. Guardate l'originalità, mantenete ben ferma la barra al centro, perché questo è il desiderio della grande maggioranza degli italiani . Noi ci mettiamo in cammino per presentare al popolo italiano un partito aperto, plurale, dove non ci potrà essere né pensiero unico né leader unico; un partito popolare non populista. Dobbiamo rifiutare la mala pianta del populismo e della demagogia, così come una certa deriva individualista e libertaria, questo è il compito di chi pensa all'Italia e agli italiani indicando una meta, un grande disegno. Viva l'Italia.
Domenico SAVINO