
venerdì 27 febbraio 2009
incredibile....c'è stato pure questo

giovedì 26 febbraio 2009
...a tutti gli uomini Liberi e Forti......

L’Italia ha bisogno di una profonda rigenerazione politica e morale. È giunto di nuovo il tempo di fare appello alle sue migliori energie, allo slancio delle donne e degli uomini liberi, alla responsabilità delle donne e degli uomini forti, per determinare una grande svolta nel futuro della nazione.Novanta anni dopo l’atto di coraggio di Luigi Sturzo, un nuovo coraggioso impegno è richiesto a chi crede nel valori della giustizia e della libertà.Perciò nasce l’Unione di Centro. Per proporre una nuova casa politica a tutti i popolari, i liberali, i moderati e i riformisti italiani che avvertono con preoccupazione il vuoto etico e politico sul quale si basa l’attuale sistema dei partiti. La cosiddetta Seconda Repubblica è fallita. Non ha saputo ricostruire il corpo e l’anima della nostra democrazia. Non ha creato le basi di un nuovo patto istituzionale tra gli italiani.Quando, negli anni Novanta, crollò il vecchio sistema, quattro erano le grandi questioni che giustificavano la transizione verso un nuovo tempo della Repubblica: 1) La questione istituzionale, già posta alla fine degli anni Settanta, affrontata lungo il corso degli Ottanta e infine riproposta dall’illusione referendaria. 2) La questione giudiziaria, parte essenziale della questione istituzionale, esplosa drammaticamente in un inedito, radicale e pericoloso conflitto con la politica di settori della magistratura, dei media e dell’opinione pubblica. 3) La questione dell’unità nazionale e del sistema delle autonomie, nell’incombente rischio di una nuova frattura storico-sociale tra Nord e Sud. 4) La questione della modernizzazione economica, sentita come ineludibile, in tutti i campi della vita pubblica, per ricollocare l’Italia in sintonia con le esperienze più avanzate dell’Occidente.Ebbene, tutte queste questioni sono ancora davanti a noi, irrisolte; anzi, incancrenite dal tempo perduto. Abbiamo ormai alle spalle quasi un ventennio sprecato. Le pochissime realtà riformate (Regioni, Comuni, legge elettorale) lo sono state seguendo suggestioni del momento o logiche di convenienza, fuori da un omogeneo progetto nazionale. E così si continua ancora oggi, tentando di piegare leggi elettorali e nodi istituzionali agli interessi di parte. Bisognerebbe trovare le sedi e gli strumenti per soluzioni largamente condivise. Il panorama è stato invece dominato da una sorta di guerra civile ideologica.Il risultato è che la cosiddetta Seconda Repubblica ha finito per mettere in archivio i concetti di “interesse generale” e di “bene comune” che sono invece il fondamento di ogni democrazia. Ha offuscato la partecipazione popolare alla vita pubblica trasformando il consenso in audience, le strategie politiche in surrogato quotidiano dei sondaggi, i partiti in clan elettorali dei leader e, infine, ciò che è più grave, il Parlamento in una sorta di “ente inutile”, pura cassa di risonanza dell’Esecutivo. Non è questa la modernità politica che gli italiani pretendevano. Fingendo di costruire una “democrazia degli elettori” si è, in realtà, dato vita ad una soffocante “democrazia delle oligarchie”. Questo è il vero volto dell’Italia nel primo decennio del XXI secolo.Per questo nasce l’Unione di Centro. Per aprire un nuovo tempo della Repubblica. Per ricostruire i valori fondativi della democrazia italiana: l’interesse nazionale e il bene comune come esclusiva finalità dell’agire politico. La competenza, lo spirito di servizio, il senso dello Stato come modello di selezione della classe dirigente. Il ruolo dei “corpi intermedi” nella gestione della cosa pubblica. La partecipazione popolare come motore della vita associata. Il dovere di “guidare” eticamente e politicamente ilPaese, al di là delle effimere rilevazioni statistiche del consenso. La democrazia nei partiti e nei sistemi elettorali come unica garanzia di libertà per tutti gli eletti e per tutti i cittadini. La centralità del parlamento come sede legittima della formazione dell’interesse pubblico. Fuori da questa “cornice di valori” nessuna democrazia può avere futuro.L’Unione di Centro, partita dall’incontro tra l’esperienza storica dell’Udc con nuove realtà di movimento come la Rosa per l’Italia, i circoli liberal e i Popolari democratici, forte dei due milioni di consensi che, nelle elezioni del 2008, le hanno permesso di resistere all’illusione del “voto utile”, nasce per proporre ai cittadini italiani di tutti gli schieramenti che vivono il disagio del finto bipartitismo, al mondo del volontariato e dell’associazionismo laico e cattolico, un grande progetto politico: l’orizzonte di un nuovo partito popolare e liberale di governo.L’unità politica dei cattolici è formula che appartiene ad altra e superata stagione storica. Ciò però non vuol dire che tutti coloro che si riconoscono nell’ispirazione cristiana debbano necessariamente accettare la “diaspora” come condanna inappellabile della storia dei cattolici italiani, come se dovesse essere obbligatorio vivere in “partibus infidelium”, e non possano invece ritrovarsi in una stessa casa politica, se la cornice identitaria e programmatica corrisponde ai loro valori.Ma non è certo questo il tempo di “rifare la Dc”. Il passato è il nostro tesoro di esperienza e di saggezza. Ma il presente e il futuro ci chiedono di aprire un diverso tempo politico. Il tempo di un nuovo soggetto nel quale i popolari, i liberali, i riformisti, i moderati di tutte le aree politiche riscoprano insieme la via maestra del Centro come luogo sempre essenziale per il governo.C’è un popolo cristiano che guarda alla politica con diffidenza, ma che sa che solo attraverso la politica può ottenere risposta alle sue esigenze. C’è un popolo laico che non si riconosce più nelle posizioni laiciste e che sente giunta l’ora di intraprendere nuovi sentieri.È giunto dunque il momento di aprire una nuova storia politica. Non un “terzo polo” di risulta tra due immutabili giganti bipolari, ma un’offerta politica, di governo, di partecipazione democratica del tutto nuova, che nasca dalla “rottura” del finto bipartitismo, pericolante esito del fallimento della cosiddetta Seconda Repubblica. Un centrosinistra che metta insieme tutto, dall’estrema sinistra al centro, così come un centrodestra costruito con analoga disomogeneità non sono stati e non saranno mai in grado di governare, nella stabilità, l’innovazione.L’Italia di oggi è malata di immobilismo, mentre tutt’intorno il mondo cambia e prepara, a cominciare dagli Stati Uniti, l’avvento di una nuova era. Noi siamo fermi. La grave crisi economica internazionale mette in discussione la tenuta del nostro patto sociale e denuncia come ormai intollerabili le arretratezze del nostro sistema istituzionale ed economico. Il deficit di valori che colpisce soprattutto le giovani generazioni sta facendo nascere un vero e proprio allarme sulla tenuta etica della nostra società.Non c’è più tempo da perdere. Non c’è più tempo per pigrizie, per paure, per coltivare piccole rendite di posizione. È tempo di rimettersi in cammino. Con il coraggio dei liberi e dei forti.
lunedì 23 febbraio 2009
non è un Partito come gli altri !!!
non una Margherita del 2020 ...
... neanche un centro che abbia un percorso predeterminato
ma un progetto alto all’insegna dell’unità della Nazione e nel suo esclusivo interesse ...
è ora di uscire dalla logica della demonizzazione dell’avversario ...
Il Pdl ha legato il suo destino a un leader...i grandi partiti non legano a un leader la loro storia.
Noi dobbiamo mettere la prima pietra di un partito che rimanga, al di là delle persone...
Il nostro progetto non è affidato alle suggestioni della pubblicità...
è rivolto a coloro che nel Pd vivono un senso di disagio, ma anche a chi nel Pdl ora vede tutte le distorsioni e richiamato alla disciplina ha paura...
L’obiettivo è puntato anche verso il mondo delle imprese e dell’associazionismo.....
...mettere al centro i problemi dell’Italia l'unica vera variabile politica per il futuro
PIER FERDINANDO CASINI
21 Febbraio 2009
cercherò di dare ill mio contributo perchè queste parole che esprimono buoni intendimenti diventino Buona Politica come voleva Don Lugi Sturzo 90 anni fa.....spero di farlo insieme a molti di voi....
un caro saluto, Domenico.
silenzio perfavore ...!!!

Periodicamente Beppino Englaro ha chiesto il silenzio stampa sulla sua vicenda. Più o meno ogni quindici giorni, negli ultimi mesi. E periodicamente lo ha infranto lui per primo.
Quando è morta Eluana ha dichiarato “non parlo più”. I suoi legali hanno minacciato querele per chi aveva parlato di assassinio di Eluana (sarà morta di freddo?). Neanche quindici giorni dopo la sua morte, nella giornata di sabato, Beppino Englaro ha rispettivamente:
- rilasciato un’intervista al Corriere della Sera per dichiarare il suo ardore socialista;
- partecipato ad un comizio telefonico alla manifestazione di Roma contro il DDl sul fine vita per ribadire che la proposta di legge della maggioranza è una barbarie (evidentemente le sue sono tutte opere di carità);
- partecipato alla trasmissione di Fabio Fazio, a rincarare la dose, in una puntata di cui Fabio Fazio dovrebbe solo vergognarsi per la faziosità: ma non ci sono commissioni di controllo, alla Rai?
Sappiamo adesso che domani mattina, lunedì, parteciperà alla trasmissione sui Rai Tre “Cominciamo bene”.
Noi abbiamo sempre rispettato Beppino Englaro e le sue decisioni, pur giudicandole aberranti. Ma quando è troppo, è troppo: se dice di voler stare zitto, stìa zitto. Se invece vuole rimanere un personaggio pubblico allora non dica di voler tacere, parli pure come è legittimo che faccia, ma si prepari ad essere contestato, attaccato, criticato e trattato come tutti: se per lui questa legge è una barbarie, e lo vuole gridare al mondo, non protesti poi se qualcuno pensa e dice che la barbarie vera è stata il modo in cui è morta sua figlia.
ASSUNTINA MORRESI stranocristiano
domenica 22 febbraio 2009
PRIME RISPSOSTE...PRIME VERITA'
Ecco cosa una giornalista della RAI aveva dichiarato a tutta Italia:
"Eluana irriconoscibile, devastante vederla"
"Era completamente immobile, gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostarla ogni due ore per evitare che il corpo
si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l'unica parte che non si poteva tutelare era questa"
in precedenza suo padre era arrivato ad affermare che sua figlia pesava 35 Kg e che su di lei si stavano solo accanendo con violenza .....ma la VERITA' è questa o quella delle suore che l'hanno accudita per 15 anni ?
vi prego di leggere sempre AVVENIRE
11 Febbraio 2009
TRA VERITÀ E INGANNI
«Deturpata? Era bella, sette giorni fa»
«Non è possibile che Beppino abbia detto questo», mormorava ieri a Lecco suor Rosangela, dopo aver letto sul 'Corriere' di una Eluana che pesava 35 chili e il cui volto era deturpato dalle piaghe. «Forse si riferiva a questi ultimi giorni, dall’arrivo a Udine, ma come può essere cambiata così?», si chiedeva senza capire... Una settimana senza più cure né sollievi e quattro giorni senza cibo né acqua, sospesi per intero e all’improvviso, sono torture, è vero, ma possono bastare? «Da qui è andata via che era bella - taglia corto la suora - , del resto verranno pur fuori le cartelle cliniche, basterà andare a leggere l’ultimo bollettino di Defanti prima della partenza da Lecco. È scritta ogni cosa, qui in collaborazione con lui si seguiva un percorso ben preciso e dettagliato, risulterà tutto». E le accuse di Beppino? Alza le spalle lasciando trasparire solo affetto.
«È un uomo tutto da capire». Ora che importanza può avere che Eluana avesse un aspetto salubre o malato, che fosse magra o in carne? Oggi davvero tutto questo sarebbe abissalmente lontano, persino grottesco. Se non fosse che quel corpo, anche ora che tace, continua a parlare, eccome se parla. E racconta anni di assistenza perfetta a tutti i livelli. O invece altrettanti anni di «violenze subìte», a sentire chi vorrebbe una Eluana scarnificata, «dalla faccia che si era rinsecchita come il resto del corpo», che « pesava meno di 40 chili » , le cui «braccia e gambe erano rattrappite » , con il viso tutto piagato da « quelle lacerazioni che ai vecchi vengono sul sedere o sulla schiena ma a lei anche in faccia»... Questo si leggeva infatti sul 'Corriere della Sera' di ieri a firma Marco Imarisio, questo il papà di Eluana gli riferiva « ancora ieri mattina » ( cioè lunedì 9, giorno della morte), offrendo un quadro raccapricciante dello stato di sua figlia (che lui ha visto per l’ultima volta martedì 3, il giorno dopo l’arrivo a Udine).
Bisognerebbe solo tacere, adesso, ma simili dichiarazioni disorientano un’opinione pubblica che non sa più dove sta la verità e ha diritto di sapere: perché l’uccisione di Eluana non è (e non è mai stata) un fatto privato, e oggi sostenere che fosse in stato terminale, un lumicino che attendeva solo un soffio per spegnersi, suona come una gravissima e fuorviante deriva. L’ennesima. Difficile, peraltro, da sostenere: non solo lo stesso neurologo Carlo Alberto Defanti ancora l’al- troieri (lunedì 9), non prevedendo il crollo della paziente, insisteva sulle sue 'ottime' condizioni fisiche («al di là della lesione cerebrale è una donna sana, mai una malattia, mai un antibiotico, probabilmente resisterà più a lungo della media»), ma curiosamente lo stesso ' Corriere' per due giorni consecutivi ha affidato a un’altra dei suoi inviati a Udine la descrizione dello stato di Eluana, di segno opposto a quella del collega: per altri tre o quattro giorni, scriveva infatti Grazia Maria Mottola sabato 7 febbraio, «il suo volto resterà ancora intatto, le guance piene, gli occhi allungati, le labbra rosa... » , certo, aggiungeva poi, non ha più l’ombretto azzurro sulle palpebre né le pose da modella delle foto di vent’anni fa, ma è «pur sempre bella anche oggi, soprattutto per la pelle, ancora bianca e distesa». Solo tra qualche giorno, diceva dopo aver sentito Defanti e De Monte, « il viso comincerà ad affilarsi, e zigomi e naso spunteranno sempre più pronunciati. Ma nessuno permetterà che la sua pelle si raggrinzisca e perda il candore».
Ancora lo stesso quotidiano e la stessa cronista, domenica 8 febbraio, dedica un intero articolo a descrivere un’Eluana che è ovviamente « l’immagine sbiadita della bruna stupenda» di un tempo, ma ha gli stessi lineamenti solo più delicati ed è ancora bella. La giornalista rivela di averla vista dal vivo nella stanza di Lecco più volte, anche a ottobre nel giorno in cui un’emorragia se la stava portando via. Anche in quelle condizioni «la pelle è chiara e distesa, gli occhi profondi che non si fermano mai», ma la bocca «si apre e si chiude boccheggiando » per la morte che pare imminente. Invece la crisi passa e pochi giorni dopo «il viso è sempre lo stesso», la vita riprende i suoi ritmi con « le passeggiate in carrozzella, la ginnastica tra le mani delle suore » . E, aggiungiamo noi, di quattro fisioterapisti che tutti i giorni si alternavano per tenere tonici i muscoli e sano il fisico. Girata continuamente nel letto antidecubito, Eluana non aveva una piaga e i suoi arti erano sodi grazie alla ginnastica passiva, quella che migliaia di altri pazienti in stato vegetativo purtroppo non ottengono, dati i costi di simili trattamenti. Allo stesso Defanti la sera dell’emorragia avevamo chiesto personalmente come Eluana potesse essere così florida e sana, senza una piaga, e il medico aveva attribuito senza esitazioni il merito «a queste suore che volontariamente la assistono con una competenza e abnegazione che io non ho mai visto altrove».
E così stridono ancora di più le ultime dichiarazioni rilasciate ieri sera da Beppino al tg del Friuli: «Non perdòno la mancanza di rispetto nei riguardi di Eluana e della mia famiglia tutti questi anni. Eluana ha subìto non un accanimento terapeutico, ma una violenza terapeutica: non voleva che nessuno le mettesse le mani addosso e loro lo hanno fatto continuamente per 17 anni». Anche dinanzi a insinuazioni ingiuriose le suore chiedono solo silenzio e preghiera, e ancora ieri si preoccupavano per Beppino, l’uomo che hanno sempre rispettato al punto da essere state inflessibili guardiane di quella figlia diventata anche loro, al cui capezzale non accedeva nessuno - senza eccezioni se non era accompagnato dallo stesso Englaro. Ieri per ultima alla ridda di voci si è aggiunta quella di Marinella Chirico, giornalista Rai, che domenica pomeriggio, quando Eluana era già priva di cibo e acqua da tre giorni, proprio da papà Beppino è stata fatta entrare nella stanza della figlia assieme al fratello Armando Englaro: «Mi ha chiesto di vederla perché critiche 'ferocissime e crudeli' mettevano in dubbio il suo stato reale», spiega la collega, che là dentro 'scopre' che Eluana, dopo 17 anni di stato vegetativo, «è irriconoscibile rispetto alle foto » ( di venti anni prima e di ragazza sana), che è «una donna completamente immobile», che «gli infermieri sono costretti a girarla ogni due ore», per evitare il decubito (come a Lecco si è fatto per 15 anni), che solo le orecchie «presentano lesioni» in quanto «unica parte del corpo non tutelabile nemmeno girandola»…
C’è da chiedersi come immaginava che fosse uno stato vegetativo (incontrare questi pazienti è sempre una delle esperienze più toccanti) e se avesse nella sua vita avvicinato già altri pazienti del genere (ma certo non curati come Eluana). A questo punto, però, di «ferocissimo e crudele» c’è solo un terribile sospetto: se davvero una settimana nella casa di riposo di Udine è bastata, come dice la Chirico, a fare di Eluana un corpo la cui vista era 'devastante', che cosa le hanno fatto? Come si distrugge in sette giorni un equilibrio stabile da quindici anni? Per Eluana ormai non c’è più nulla da fare, ma a chi di dovere ora almeno l’obbligo di far emergere tutta la verità. Suor Albina, che con suor Rosangela e le altre sorelle ha curato per 15 anni Eluana alla clinica 'Talamoni' di Lecco
Lucia Bellaspiga
e quindi le prime risposte "scientifiche"
Dall’esame necroscopico una conferma a quanto sempre riferito dalle suore di Lecco: Eluana era in buona salute
a questo punto mi sembra opportuno proporvi il commento a tutta vicenda di Mons Caffarra....sempre per ripristinare la VERITA'
a presto
E’ stata uccisa una persona umana innocente, e per giunta con l’autorizzazione di un tribunale umano... Non lasciamoci confondere dalle pur legittime discussioni sulla Costituzione, sulle competenze degli organi costituzionali, e da cose di questo genere. Prima che cittadini di uno Stato, siamo uomini e donne partecipi della stessa umanità. Prima della legge scritta sulle Carte costituzionali e nei Codici, c’è la legge scritta nel cuore umano. Essa insegna che l’uccisione diretta e volontaria di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale; lo è anche quando la morte fosse causata da semplice omissione di un atto che invece avrebbe potuto tenerlo in vita.