domenica 4 ottobre 2009

NON SOLO I GOVERNI MA .....la nazione italiana può risolvere la "questione meridionale"

A margine di un convegno sulla politica per il Mezzogiorno l'intervistatore pone all'On.Gasparri questa domanda : Cosa ci vuole ancora al Sud? Risposta: Una nuova classe dirigente, la sinistra ha fallito; una banca del sud e un'agenzia che deve coordinare.
Insomma tutto qui ? Il Ministro Matteoli poi ha aggiunto: il Ponte sullo Stretto. Conclusione: la “questione meridionale” dopo decenni sembra ad un passo dall'essere finalmente e definitivamente risolta. Con un convegno e con tanti buoni propositi si cerca di riequilibrare lo strapotere padano. Delle due l'una: o siamo di fronte ancora all'ennesima presa per i fondelli o ad un grande miracolo. Al momento l'impressione che si ha è che cambia la denominazione ma il metodo e gli strumenti da usare sono gli stessi di 50-60 anni fa. L'agenzia e la banca sanno tanto di Cassa per il Mezzogiorno, ovvero l'ennesimo Ente parastatale pensato per sistemare un bel pò di consulenti e lacchè. In quanto alla nuova classe dirigente è meglio stendere un velo pietoso. Forse Bassolino, Vendola e company non hanno eccelso per la loro azione politica ma all'orizzonte, ho l'impressione, non si intravedono alternative credibili. Le riserve circa il modo in cui si vuole affrontare questo fardello tutto italiano, il divario Nord-Sud, sono in molti ad averle. I Vescovi italiani, per esempio, che in chiusura della loro Assemblea Generale non facendo sconti a nessuno sono arrivati a denunciare come la questione meridionale …sia oggi avvolta in un clamoroso silenzio, pur in presenza di preoccupanti segnali di crisi …. è una questione che …purtroppo continua ad essere delicata con problemi gravi, non come 40 anni fa, ma che sono ancora vivi e presenti ... E allora? Ho paura che nonostante siano passati tanti anni la lezione, l'idea di Don Luigi Sturzo, il "programma del risorgimento meridionale" rimane - purtroppo - ancora attuale: La cosiddetta questione meridionale è una catena al piede del nostro paese, sempre presente, discussa, MAI AFFRONTATA IN PIENO (...) Ora io affermo con ogni convinzione che questo Mezzogiorno povero, può risorgere; se ( SI BADI BENE AL SE ) la politica che la nazione italiana, NON SOLO I GOVERNI MA LA NAZIONE ITALIANA, saprà fare, sarà una politica forte e razionale, orientata al bacino mediterraneo, cioè atta a creare al Mezzogiorno un hinterland che va dall'Africa del nord all'Albania, dalla Spagna all'Asia Minore; se questo significherà apertura ai traffici, circolazione di scambi, impiego di mano d'opera, colonizzazione sotto il controllo diretto della madre patria; perché tale fatto darà la spinta a creare nel Mezzogiorno un'agricoltura razionale e maggiore sviluppo di commerci, pari alla propria importanza produttiva. Intendiamoci: il risorgimento meridionale non è opera momentanea e di pochi anni, o che dipenda da una qualsiasi legge, o che venga fuori dalla semplice volontà di un governo; è opera lunga, vasta, di salda cooperazione nazionale; e che come spinta, orientamento, convinzione, parta dagli stessi meridionali…Più chiaro di così !!!