
A margine di un convegno sulla politica per il Mezzogiorno l'intervistatore pone all'On.Gasparri questa domanda : Cosa ci vuole ancora al Sud? Risposta: Una nuova classe dirigente, la sinistra ha fallito; una banca del sud e un'agenzia che deve coordinare.
Insomma tutto qui ? Il Ministro Matteoli poi ha aggiunto: il Ponte sullo Stretto. Conclusione: la “questione meridionale” dopo decenni sembra ad un passo dall'essere finalmente e definitivamente risolta. Con un convegno e con tanti buoni propositi si cerca di riequilibrare lo strapotere padano. Delle due l'una: o siamo di fronte ancora all'ennesima presa per i fondelli o ad un grande miracolo. Al momento l'impressione che si ha è che cambia la denominazione ma il metodo e gli strumenti da usare sono gli stessi di 50-60 anni fa. L'agenzia e la banca sanno tanto di Cassa per il Mezzogiorno, ovvero l'ennesimo Ente parastatale pensato per sistemare un bel pò di consulenti e lacchè. In quanto alla nuova classe dirigente è meglio stendere un velo pietoso. Forse Bassolino, Vendola e company non hanno eccelso per la loro azione politica ma all'orizzonte, ho l'impressione, non si intravedono alternative credibili. Le riserve circa il modo in cui si vuole affrontare questo fardello tutto italiano, il divario Nord-Sud, sono in molti ad averle. I Vescovi italiani, per esempio, che in chiusura della loro Assemblea Generale non facendo sconti a nessuno sono arrivati a denunciare come la questione meridionale …sia oggi avvolta in un clamoroso silenzio, pur in presenza di preoccupanti segnali di crisi …. è una questione che …purtroppo continua ad essere delicata con problemi gravi, non come 40 anni fa, ma che sono ancora vivi e presenti ... E allora? Ho paura che nonostante siano passati tanti anni la lezione, l'idea di Don Luigi Sturzo, il "programma del risorgimento meridionale" rimane - purtroppo - ancora attuale: La cosiddetta questione meridionale è una catena al piede del nostro paese, sempre presente, discussa,