
QUALCUNO HA DETTO CHE NON VUOLE LEGGERE LA MIA NOTA PERCHE' VI SAREBBERO A SUO DIRE COSE DI UNA GRAVITA' INAUDITA. LA SOTTOPONGO COMUNQUE ALLA VOSTRA CORTESE ATTENZIONE SPERANDO DAVVERO DI NON URTARE LA SENSIBILITA' DI NESSUNO .
Ieri sera, subito dopo il lavoro (non sono neppure passato da casa a salutare la famiglia soprattutto mia figlia Elena che da 2 giorni ha la febbre oltre i 40°) mi sono recato in piazza per sentire gli “appelli al voto” .
L’ho fatto perché sono un LIBERO CITTADINO che inizialmente aveva deciso di andare al mare ma visto che il senso della responsabilità è forte e il dovere è dovere, essendo anche molto esigente in qualità di elettore, ho deciso di ascoltare le voci in campo e prendere una decisione.
Entrambi gli schieramenti non hanno eccelso ne fatto bella figura. Uno spettacolo sinceramente, ma è solo l’opinione di uno che non conta niente, poco esaltante.
Hanno dovuto entrambi, cdx e csx, ricorrere alle argomentazioni più ardite e alle giustificazioni più paradossali per poter legittimare la nuova “allargata” alleanza.
Sono pertanto tornato a casa con un po’ di sconforto e tanti dubbi.
Stamattina poi, penso di aver compreso, meditando un passo del Vangelo di Matteo ( cap.9 vers.16-17). a proposito della “questione del digiuno” e del “nuovo e vecchio”.
Nessuno metta una pezza di stoffa nuova sopra un vestito vecchio: perché il tessuto nuovo strappa il vecchio e il danno è anche peggiore. E ancora: il vino nuovo non si mette in otri vecchi: altrimenti gli otri scoppiano, il vino si rovescia e gli otri sono rovinati. Invece il vino nuovo si mette in otri nuovi, così si conservano sia l’uno che l’altro .
E allora?
Allora forse, bisogna, cucire un “vestito nuovo” per la politica laertina; c’è necessità di versare il “vino nuovo”, ovvero la “vera generazione nuova”, se c’è, in “ otri nuovi “, partiti e aggregazioni, nuovi e con un progetto, vero , tangibile, articolato, senza ricorrere al populismo ma neanche alla più inutile e dannosa demagogia.
E’ ora di togliersi, tutti quanti, un po’ di furore ideologico dalla mente a dagli occhi e iniziare a lavorare. Partendo da quello che già c’è e che si è fatto, che non è tutto da buttare o da criticare, ma con nuove forze, nuove energie e nuova vitalità.
E allora?
Allora mi recherò alle urne certo della necessità di operare per il “bene possibile” e non di scegliere il male minore.