
Savino, il 31 Luglio si è ritirato dalla vita politica attiva ? Ringrazio prima il Nuovo Centro e il suo curatore-editore l’amico Michele Di Vico. In riferimento alla situazione locale, ho assunto una dolorosa decisione dopo aver verificato l’attuale impossibilità di far politica a Laterza. Ma lei è stato uno dei “costituenti” del nuovo partito di centro? Sono stato invitato a mettere al servizio di una “buona causa” la mia decennale esperienza politica; l’ho fatto convinto di partecipare a qualcosa di importante. Invece? E' stata un'esperienza che mi ha fatto comprendere la necessità di attendere tempi migliori. Non ha condiviso le scelte politiche assunte dall’Unione di Centro di Laterza? Nonostante l’intitolazione della sezione a Don Luigi Sturzo, l’Unione di Centro a Laterza non è ancora nata. Esiste il vecchio UDC commissariato con responsabili non eletti ma nominati, che, nonostante le buone intenzioni, si è arroccato su posizioni di chiusura. Nel periodo in cui mi sono impegnato nella locale sezione, le decisioni venivano adottate dopo serrate discussioni allargate. Ho preferito lasciare quando questo metodo è diventato sempre più l’eccezione anziché la regola. Ma il risultato elettorale è stato positivo, cos'è successo? Ho avuto l’impressione che si puntava solo alla vittoria, venuta meno questa sono venuti meno i buoni propositi, compresa “la battaglia per la libertà e la dignità”, usando la definizione del Prof. Franco Frigiola . In consiglio comunale abbiamo assistito ad un ri-allineamento dell’Udc dopo l’aut aut o candidato o Presidente, c’entra qualcosa con la sua vicenda personale? L’assemblea si era espressa all’unanimità per un voto contrario alla modifica dello Statuto Comunale, approvando un documento per motivare tale decisione e avviare un’azione politica a 360°. Il documento è diventata carta straccia e la posizione si è fortemente attenuata diventando un'inspiegabile astensione. Qui avviene la rottura? No. Insieme ad altri sostenitori abbiamo cercato di avviare l'azione politica. Fiduciosi nel Presidente Frigiola lo abbiamo invitato ad assumere in prima persona la guida del partito - erano venute meno, anche da parte sua, le condizioni di fiducia, nei confronti del Commissario - subito dopo abbiamo sottoscritto una “lettera aperta” chiedendo al partito unità e fermezza sulle decisioni unanimemente assunte. Iniziativa che è stata travisata, manipolata e usata contro gli stessi ideatori. Siete stati cacciati? Assolutamente no perché nessuno aveva l’autorità e il potere per farlo. C’è stato solo l’arroccamento e visto che la situazione era precipitata e compromessa, mi sono ritirato in buon ordine. In seguito? Non sono mancate le attestazioni di stima e l’incoraggiamento a non mollare. Significativa è stata la vicinanza dimostrata dagli amici della Rosa per l’Italia a cominciare dai suoi massimi esponenti: l’On.Savino Pezzotta e l’On.Amaflitano. Ma ha chiuso con la politica? Ho fatto un passo indietro rispetto alla situazione locale, nella certezza che questa presto cambierà, non da quella nazionale. Non è possibile ignorare i pressanti e continui appelli di Benedetto XVI e dei Vescovi ai cattolici per un loro impegno concreto nella società. Tuttavia ritengo che la priorità sia la cosiddetta “emergenza educativa” e pertanto sono impegnato in alcuni progetti formativi per una nuova classe dirigente non solo nell'ambito della politica; la politica non è tutto. Il richiamo è alla questione morale? Anche. Il vero impegno è quello della riscoperta dei valori etici e morali ad ogni livello ed in ogni settore come dice
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