
Caro Direttore l’8 Agosto del 1959 lasciava questo mondo, Don Luigi Sturzo. Un grande uomo e un grande sacerdote. A 50 anni dalla sua morte, la sua lezione sul modo di “essere davvero uomini” è tutta valida. In politica poi, i suoi innumerevoli insegnamenti sono tutt’ora attuali e i suoi solleciti inviti alla perseveranza, alla umiltà per realizzare cose grandi sono oggi più che mai attuali, in una Italia, in una Europa, in un Mondo dove di fronte alla grave crisi, che è prima di tutto spirituale e poi materiale, si fa molto e male per contrastarla, si fa poco per correggere il male in bene nonostante i buoni propositi e i G8, i G16 e i vari summit fra i paesi più potenti della terra. Dalle piccole cose alle grandi, continua ad esserci molta ipocrisia e finanche i “cattolici” stentano a mantenere fede ai propri insegnamenti e alla propria identità dando un segno di diversità. Vorrei attraverso il suo giornale ricordare ancora una volta questo straordinario uomo di Fede e di grande profezia attraverso uno dei più significativi scritti: La missione del cattolico in ogni attività umana, politica, economica, scientifica, artistica, tecnica è tutta impregnata di ideali superiori, perché in tutto ci si riflette il Divino. Se questo senso del divino manca, tutto si deturpa: la politica diviene mezzo di arricchimento, l’economia arriva al furto e alla truffa, la scienza si applica ai forni di Dachau, la filosofia al materialismo e al marxismo, l’erte decade nel meretricio.
Davvero un grande, pur di rimanere coerente non esitò a rimanere isolato nella Chiesa e nel mondo politico. Estremo difensore delle Istituzioni diventò Senatore a Vita “per altissimi meriti scientifico-sociali” grazie ad un laico liberale come il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi; aderì al Gruppo Misto non a quello della Democrazia Cristiana che considerava molto probabilmente inadeguata a rappresentare pienamente i “valori” e convincimenti cristiani. Insomma un esempio, un modello che andrebbe seguito anche oggi. Ed invece assistiamo all’offesa ripetuta, anche da parte dei “cattolici”, della sua memoria, all’offesa della politica e delle istituzioni. Il Parlamento nazionale è oramai esautorato da tutti i suoi poteri di discussione e indirizzo ( bontà sua, se n’è accorto anche il presidente Fini !!!) e, in periferia, assistiamo all’impoverimento degli organi di massima rappresentanza. Capita per esempio che nel mio comune venga rivisto perfino lo Statuto senza nessuna urgenza e necessità, ridimensionando e depotenziando due “istituti di garanzia” come il Presidente del Consiglio e del Difensore Civico. Si è permesso che le procedure potessero essere chiamate “questioni di lana caprina” e le regole per poter nominare e revocare tali figure niente di meno che “anomalie democratiche”. Il silenzio è d’oro ma alcune volte fa molti danni. Sturzo nella sua Caltagirone, da amministratore, fu Pro-Sindaco della sua città oltre che consigliere provinciale della provincia di Catania, non avrebbe assolutamente taciuto, avrebbe detto un inequivocabile NO; certamente non si sarebbe lavato le mani, astenendosi.
Grazie dell’attenzione e dello spazio concessomi.
Domenico SAVINO







