
Un uomo, in coma per un tentato suicidio, viene ucciso con una iniezione letale da un'infermiera dell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino. La Stampa intervista un uomo che di queste vicende, per forza di cose, ne capisce.
" E' una storia sconvolgente - dichiara l'intervistato - perchè la persona che ha deciso di porre fine alla sua vita non ha fornito, a parte il gesto estremo che ha messo in atto, elementi per stabilire quale fosse la sua effettiva volontà (...) quindi NESSUNO DEVE PERMETTERSI DI DECIDERE DELLA VITA ALTRUI".
L'intervistato è Beppino Englaro.
A me gira la testa. E non solo...
Anche a me girano tanto...e non posso che pensare ad Eluana anche se lei certamente riposa in pace mentre noi dobbiamo assistere ancora per tanto tempo a questo tipo di idiozie.
Un caro saluto, Domenico SAVINO
Difficile entrare nei pensieri altrui.
RispondiEliminaCi provo, tanto per cercare di capire (non certo per giustificare!).
Una parola importante mi sembra l'"effettiva volontà".
Probabilmente, secondo Englaro, è illecito sopprimere un non consenziente, mentre sarebbe lecito (e talvolta doveroso?) sopprimere un consenziente.
Io non sono per niente d'accordo, perché la vità umana è sempre un bene supremo e quindi è indisponibile.
Però questo non costituisce una prova valida che il ragionamento di Englaro sia logicamente incoerente, almeno dal suo punto di vista.
Enrico Tacchi
Grazie Enrico perché segui il mio blog e lasci sempre commenti puntuali, precisi e molto significativi.
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