
giovedì 2 aprile 2009
Giovanni Paolo .............Gioavnni Paolo

martedì 31 marzo 2009
Ringrazio Dio....12 anni di matrimonio
domenica 29 marzo 2009
PRIMA DI TUTTO LA VERITA' di D.Savino
Laterza 29 Marzo 2009
INTITOLAZIONE DELLA SEZIONE DELL’UNIONE DI CENTRO DI LATERZA
Cari amici, sono onorato di rappresentare in questa “storica occasione”, il CENTRO INTERNAZIONALE STUDI LUIGI STURZO.
Il Presidente del CISS, il Dott.Giovanni PALLADINO ( figlio del Prof. Giuseppe Palladino esecutore testamentario di Don Luigi ) mi ha raggiunto a sorpresa mercoledì; ha avuto la bontà e la generosità di lasciarmi l’ultimo numero di RINASCIMENTO POPOLARE, e una lettera di saluto, che mi permetto di leggervi.
Cari Amici dell'Unione di Centro di Laterza,
sono molto lieto che Voi abbiate deciso di intitolare la Vostra nuova Sezione al nome di don Luigi Sturzo e di avere stampato nell'invito per l'inaugurazione, uno dei suoi più saggi suggerimenti, scritto 53 anni fa in occasione del messaggio inviato per l'apertura a Napoli del primo Centro Studi Sturziani. Nello stesso messaggio egli affermava:
"Come potranno essere sviluppate le virtù sociali senza un soffio etico-religioso, che ne diriga le finalità e fecondi le opere? La missione del cattolico in ogni attività umana, politica, economica, scientifica, artistica, tecnica è tutta impregnata di ideali superiori, perchè in tutto ci si riflette il divino".
Per questo Luigi Sturzo raccomandava sempre alle donne e agli uomini impegnati in politica di non perdere mai il contatto con gli ideali superiori e di "corazzarsi" di buona cultura.
La Vostra è una Unione di Centro ed egli suggeriva sempre ai democristiani - nei lontani anni 50 - di tenere ben ferma la barra al centro. Nella sua visione profetica non doveva essere il centro a orientarsi verso sinistra o verso destra, ma dovevano essere la sinistra e la destra a convergere verso il centro, perché luogo della moderazione e depositario dei valori più preziosi e moderni per realizzare un sano sviluppo della società. Oggi a sinistra e a destra sono rimaste solo le ali estreme dello schieramento politico con percentuali minime di rappresentanza. Il futuro è del centro, ma in esso devono operare persone impegnate a seguire con coerenza l'insegnamento di Luigi Sturzo, che già 90 anni fa - nel creare il Partito Popolare Italiano - aveva capito con largo anticipo quali fossero le fondamenta e i valori della buona politica.
A tutti voi auguro di seguire con coerenza il suo insegnamento.
Giovanni Palladino
La generosità è una virtù che accomuna tutti quanti i presenti; è Domenica e lasciare le proprie attività, i propri doveri familiari, magari il relax e il riposo del fine settimana, per venire ad ascoltare qualcuno che parla, tra l’altro in una sezione di un partito politico, denota questa e altre virtù: una “grande sensibilità” verso certi temi e una “straordinaria considerazione” e gratitudine verso chi ha sempre testimoniato coerenza e fede nei propri principi, ideali e valori. GRAZIE DI ESSERE QUI.
La generosità, è senza ombra di dubbio, la caratteristica dei promotori di questa iniziativa - va sottolineato che si tratta di una iniziativa dall’altissimo significato simbolico e culturale prima che politico - ovvero gli amici dell’UNIONE DI CENTRO di Laterza, e soprattutto degli ospiti e dei relatori che hanno accettato l’invito.
Saluto in modo particolare l’On. Prof. Domenico Maria Amalfitano caro a tutti noi per essere stato tra i più autorevoli esponenti della Democrazia Cristiana. Più di venti anni di “servizio” per il nostro amato paese, di militanza politica e partitica esplicitati in esperienze parlamentari e istituzionali facendo parte di diversi governi nazionali in qualità di Sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione.
Con l’On. Amalfitano, attuale Commissario del Comitato Provinciale della Croce Rossa di Taranto, abbiamo iniziato una certa frequentazione proprio a causa di Sturzo – l’On.scrisse un articolo sul Corriere del Giorno dedicato a Don Luigi ed io ebbi l’ardire di puntualizzare !!! - da li poi è nata una certa consuetudine e affinità “sturziana” che ci ha portati a rincontrarci e iniziare un cammino con la ROSA PER L’ITALIA, il movimento politico fondato da Savino Pezzotta e da Bruno Tabacci un anno fa, un cammino che insieme agli amici dell’UDC, dei Circoli Liberal e di alcuni ex-popolari, ci sta portando, almeno questo è l’auspicio, dalla Costituente di Centro alla strutturazione di un nuovo soggetto politico plurale, che faccia della partecipazione e della considerazione delle varie componenti e soprattutto della nuova generazione, la scelta prioritaria.
Lo ringrazio per l’attenzione che ha voluto corrisponderci e per il contributo che di qui a poco vorrà darci per ricordare la figura straordinaria di Don Sturzo.
Non in maniera secondaria e meno importante, ringrazio il gentilissimo Commissario Provinciale, il Dott.Antonio Scalera e tutti gli amici del Coordinamento provinciale, che altrettanto generosamente ci onorano della loro presenza, nonostante queste siano giornate frenetiche e intense dal punto di vista dell’organizzazione dei prossimi appuntamenti politici e elettorali.
Un ringraziamento penso sia doveroso farlo anche agli amici dei mass-media.
Bene dopo questa articolata premessa cerco di condividere con voi il tema di questo ns incontro: perché Sturzo è ancora attuale e perché intitolare la sezione a don Sturzo?
Chi legge i numerosi libri e articoli scritti da Luigi Sturzo, cito il Presidente Palladino, rimane colpito dalla profondità del pensiero di un sacerdote, un “santo” sacerdote aggiungo io, che nel corso della sua vita ha avuto un obiettivo ben preciso: quello di ricercare la verità per vivere nella verità e per testimoniarla. Tutto ciò per un motivo molto semplice, se è vero come lui sosteneva con convinzione, che la libertà esige verità, ecco che la ricerca e la conquista della verità sono fondamentali per rendere l’uomo veramente libero.
Il tema della verità, il valore della verità….( sono grato a mia madre, ha voluto esser qui stamattina, che me lo ha inculcato fin da piccolo in maniera intransigente ) Sturzo lo proponeva all’epoca ma è attualissimo anche ora; l’attuale pontefice, il “Papa della Verità” lo ha ripreso proprio domenica scorsa, in Africa, nella sua omelia:
Dio ci chiama a riconoscere il potere della sua presenza in noi, a riappropriarci del dono del suo amore e del suo perdono e a diventare messaggeri di questo amore misericordioso entro le nostre famiglie e comunità, a scuola e al posto di lavoro, in ogni settore della vita sociale e politica.
…Dio ci ha creati per vivere nella luce e per essere luce per il mondo intorno a noi! …Gesù ci dice: “Chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3, 21).
“Vivete, dunque, secondo verità!” - dice il Papa - Irraggiate la luce della fede, della speranza e dell’amore nelle vostre famiglie e comunità! Siate testimoni della santa verità che rende liberi uomini e donne!
Quindi l’incoraggiamento: il lavoro di ricostruzione è penosamente lento e duro. Richiede tempo, fatica e perseveranza … E non abbiate paura! Anche se questo significa essere un “segno di contraddizione”
Che parole stupende….
di stessa intensità morale quelle pronunciate da Sturzo in un suo strepitoso articolo, lo stesso che me lo ha fatto conoscere e apprezzare:
Uomini di poca fede, perché dubitate? Cercate di darvi da fare per superare la tempesta, cercate di vincere lottando e non di perdere lamentandovi. Fate ognuno il vostro dovere e non continuate a questionare fra voi per chi deve primeggiare sugli altri. Solo chi confida nel Signore potrà superare il proprio orgoglio; solo chi sacrifica se stesso per gli altri vince anche perdendo; solo trionfa chi alla menzogna preferisce la verità; all’egoismo, l’amore; alla servitù della materia, la libertà dello spirito. Vogliatevi bene fra voi! Siate buoni! Pensate al Cielo! Pregate!
Chi erano gli uomini di poca fede a cui faceva riferimento?
Chi sono oggi?
A quale tempesta alludeva? Vi è anche oggi una tempesta in atto?
E soprattutto perché bisognava, ed eventualmente bisogna, superarla oggi ?
Oggi assistiamo ad una crisi che prima di essere economica e finanziaria è etica e morale….questa Don Sturzo l’aveva prevista e cominciò a combattere, almeno in Italia per cercare di arrestare le tre principali cause…
la lotta del prete di Caltagirone contro quelle che definiva le tre male bestie
STATALISMO,
PARTITOCRAZIA,
SPERPERO DEL DENARO PUBBLICO può essere attuale anche oggi……
- dal far pagare le tasse alle banche adesso si vuole ricapitalizzarle,
invece di incentivare le aziende sane, si salvano quelle malate e si fanno pagare i debiti ai cittadini
- invece di spronare la grande industria a ricercare nuove vie, nuove strade per uscire dalla crisi, si estende la cassa integrazione anche a chi non la merita lasciando invece a casa chi ha professionalità, competenza, serietà e responsabilità
- dai tanti partiti ma con una classe dirigente che comunque veniva eletta si è passati a pochissimi partiti con un esercito di nominati,
- invece di tagliare le caste, ivi compresa quella politica, stiamo correndo il rischio di rimanere invariato il numero di enti e istituzioni inutili, se non proprio il loro moltiplicarsi, a danno di quelle serie, di quelle come la scuola e l’università, pubblica e privata, che cade a pezzi
ma oggi ci sono, e rispondo in questa maniera alle domande che mi ha posto GIANFRANCO qualche sera fa, a mio avviso altre male bestie che è dovere di noi cattolici combattere:
IL POPULISMO da una parte, ovvero quello che io chiamo la monarchia dei comportamenti e l’anarchia dei valori
la DEMAGOGIA dall’altra, ovvero quel misto di becero giustizialismo e ingenuo quanto inutile e dannoso utopismo progressista.
Come dice Giovanni Palladino:
Il futuro è del centro, ma cosa significa centro?
Don Luigi affermava:
<< …per noi il centrismo ha lo steso significato del popolarismo, in quanto il nostro programma è temperato e non estremo: siamo democratici, ma escludiamo le esagerazioni dei demagoghi; vogliamo la libertà, ma non cediamo alla tentazione di volere la licenza; ammettiamo l’autorità statale, ma neghiamo la dittatura; rispettiamo la proprietà privata, ma ne proclamiamo la funzione sociale; vogliamo rispettati e sviluppati tutti i fattori di vita nazionale , ma neghiamo l’imperialismo nazionalista… Dal primo all’ultimo punto del nostro programma, ogni affermazione non è mai assoluta ma relativa, non arriva cioè agli estremi, ma tiene la via del centro. Destra o sinistra? Ma che ci importa della topografia! Per noi è battaglia oggettiva, concreta, logica, …gli uni e gli altri diranno che il centrismo del partito non è stato un bene e che bisogna andare a destra o a sinistra.… Ma il popolarismo non piega né a destra né a sinistra. Questo è il nostro partito, il vero partito di centro nel quale abbiamo fiducia e vogliamo che superi le difficoltà dell’oggi nella chiara visione del nostro programma e delle nostre finalità politiche e morali. SIATE VOI STESSI “ …Spero che i cattolici riprendano coraggio, senza bisogno di mutare dai socialisti idee sociali ed etiche, delle quali questi ultimi ignorano il valore, senza bisogno di cercare a sinistra alleati infidi, e a destra collaboratori malevoli; la nostra funzione nella vita pubblica è integrativa, equlibratrice,propulsiva NOI SIAMO IL CENTRO…..non siamo un partito che si sfascia, né un partito che si fonde, ma un partito che resta….. consentitemi di concludere invitando tutti quanti noi e in special modo i “politici” , la classe dirigente di questo partito a mettere in pratica il i dieci suggerimenti che Don Sturzo pensò per se e per gli altri: IL DECALOGO DEL BUON POLITICO - Non è da tutti saper fare della politica, ma di coloro che ne sono dotati. Come ogni arte anche la politica ha i suoi grandi artefici e i suoi artigiani; naturalmente vi saranno anche dei mestieranti; il pubblico sceglie i o beniamini anche fra i mestieranti. - Si crede che la menzogna sia un obbligo in politica; non è così. La menzogna viene sempre a galla; a parte la sua natura immorale, ritorna più a danno che ad utile. - Il no è più costoso del sì, ma spesso il n è più utile del sì. Data la facilità delle richieste onerose per lo stato e di dubbia moralità per il richiedente, il no è doveroso e il sì è dannoso. - Non ti circondare di adulatori. L’adulazione fa male all’anima, eccita la vanità e altera la visione della realtà. - Rigetta, fin dal primo momento che sei al potere, ogni proposta che tenda alla inosservanza della legge per un presunto vantaggio politico. - Non pensare di essere l’uomo indispensabile; da quel momento farai molti errori. Se sono gli altri a dirtelo, guardati come da nemici; ti porteranno fuori strada. - Chi è troppo attaccato al denaro non faccia l’uomo politico né aspiri a posti di governo. L’amore per il denaro lo condurrà a mancare gravemente ai propri doveri. - Non abbondare in discorsi per il futuro con piani e programmi di larga portata, pensando che anche gli uomini politici sono in grado di realizzare assai meno di quello che credono e in tempo assai più lungo di quel che sperano. Lascia parlare i fatti: è più proficuo e conveniente. - Quando la folla ti applaude pensa che la stessa folla potrà divenire avversa, non inorgoglirti se approvato né affliggerti se osteggiato. - Fare ogni sera l’esame di coscienza è buon sistema anche per l’uomo politico. Questo decalogo è tratto dal capitolo “ Trenta consigli per il politico” del libro di Luigi Sturzo “Il manuale del buon politico” a cura di Gabriele De Rosa – Ed.San Paolo.
mercoledì 25 marzo 2009
lunedì 16 marzo 2009
31 anni fa una strage....voglio ricordare
Trentuno anni fa ci fu una strage: due carabinieri Domenico Ricci e Oreste Leonardi e tre poliziotti Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Franceresco Zizzi furono barbaramente uccisi mentre compiendo il proprio dovere difendevano la vita dell'On. Aldo Moro.A Domenico, Oreste, Raffaele, Giulio, e Francesco.... al loro coraggio, al loro senso del dovere, alla loro abnegazione..... va il mio pensiero.
L'auspicio è che uomini così, oggi, in questo particolare momento storico, si affermino nella politica, nell'economia, nella cultura, nella società per il bene del nostro amato paese: l'Italia.
domenica 15 marzo 2009
sono diventato ZIO.....evviva !!!
Da Venerdì con mia moglie siamo nuovamente ZII.
A Matteo, Giovanni, Anna e Marta
adesso si è aggiunto: ANTONIO Bonfanti.
E' bellissimo. Ringraziamo Dio pregandolo di benedire il suo papà Lorenzo e la sua mamma Maria per il loro SI ALLA VITA.
Zio Domenico !!!
venerdì 13 marzo 2009
mentre le parole abbondano la vita di chi è in crisi scorre inesorabilmente.....!!!
Cari amici questa volta cedo volentieri un post del mio blog per portarvi la testimonianza di mio fratello Gianfranco.....mentre le parole abbondano la vita di chi è in crisi scorre inesorabilmente....in crisi non per colpe proprie ma per errori di altri...errori gravi, errori dalle conseguenze gravi, gravissime....non si scherza con la vita delle Persone !!!
Buonasera a tutti!
Mi chiamo Gianfranco, ho 35 anni, sono sposato ed ho 2 figli!
Mi è stato chiesto di portare in questo incontro la mia testimonianza… scusate se ve la leggo, ma l’imbarazzo c’è, anche perché è la prima volta che parlo in pubblico!
Nell’ottobre del 2001, quindi appena 7 anni e 5 mesi fa, sono stato assunto dalla Natuzzi Spa e, dopo 2 anni di Contratto Formazione Lavoro, nell’ottobre del 2003 ho firmato il mio Contratto a Tempo Indeterminato!
Ricordo che quando uscii dall’ufficio del Direttore e feci ritorno al mio banco di lavoro mi rivolsi ad un mio collega alzando le mani in segno di “Vittoria” e ricevetti gli auguri da tutto il Reparto!
Ce l’avevo fatta!!! Un Contratto a Tempo Indeterminato!!!
Mio padre ha lavorato una vita come gruista all’Italsider e ricordo il giorno in cui è tornato e mi ha detto che era andato in pensione: beh, ammetto che quando alzai le braccia in segno di felicità per l’obbiettivo raggiunto ho immaginato proprio la mia vita lavorativa, di li in avanti, all’interno di una Grande Azienda come
Ma dopo appena 4 anni e 9 mesi i miei sogni ed i miei progetti sono stati cancellati!!!
L’11 luglio scorso mi è stata spedita a casa una lettera Raccomandata con Ricevuta di ritorno nella quale l’Azienda mi informava che, per motivi tecnico-organizzativi ed a causa della crisi, ero stato messo in Cassa Integrazione Straordinaria a Zero Ore, senza fornirmi alcun’altra spiegazione e motivazione!
Da un giorno all’altro ho fatto un balzo in dietro di 8 anni, quando, ancora fidanzato ero alla ricerca di un posto di lavoro, solo che nel presente ho famiglia e un mutuo di 600 € al mese da pagare ancora per 12 anni!!!
Dopo aver fatto sempre il proprio dovere, dopo che ho imparato ad amare il mio lavoro, dopo che in tante occasioni ho difeso l’Azienda Natuzzi di fronte a chi sosteneva che ci stava solo sfruttando, mi sono ritrovato con un pugno di mosche in mano, con un futuro oscurato e tanta tanta rabbia!!!
Sono 8 mesi che vivo l’agonia del Cassintegrato: a giugno scade l’accordo di Cigs firmato a Roma un anno fa; il mio computer è colmo di e-mail inviate ad aziende in tutt’Italia, ma, in qualsiasi settore, o vogliono l’esperienza di almeno 2-3 anni, oppure cercano i laureati!
Se si parla di riqualificazione si deve per forza di cose parlare di diversificazione!!!
Che senso ha mettermi fuori dalla produzione di divani e formarmi per disegnarli al computer?!
… Tutto questo non è altro che l’ennesima presa in giro da parte di una persona che si definisce Imprenditore di questa nostra terra e di questo nostro popolo, ma che a questa nostra terra ed a tutto il nostro popolo ha dato solo una immensa illusione!!!
Comunque voglio concludere questa mia testimonianza con l’Ottimismo e con l’augurio, rivolto a chi come me si trova in una situazione di difficoltà lavorativa, di crescere anche grazie alle esperienza negative e di riuscire a trovare la propria strada e la propria realizzazione!!!
GRAZIE!!!
venerdì 27 febbraio 2009
incredibile....c'è stato pure questo

giovedì 26 febbraio 2009
...a tutti gli uomini Liberi e Forti......

L’Italia ha bisogno di una profonda rigenerazione politica e morale. È giunto di nuovo il tempo di fare appello alle sue migliori energie, allo slancio delle donne e degli uomini liberi, alla responsabilità delle donne e degli uomini forti, per determinare una grande svolta nel futuro della nazione.Novanta anni dopo l’atto di coraggio di Luigi Sturzo, un nuovo coraggioso impegno è richiesto a chi crede nel valori della giustizia e della libertà.Perciò nasce l’Unione di Centro. Per proporre una nuova casa politica a tutti i popolari, i liberali, i moderati e i riformisti italiani che avvertono con preoccupazione il vuoto etico e politico sul quale si basa l’attuale sistema dei partiti. La cosiddetta Seconda Repubblica è fallita. Non ha saputo ricostruire il corpo e l’anima della nostra democrazia. Non ha creato le basi di un nuovo patto istituzionale tra gli italiani.Quando, negli anni Novanta, crollò il vecchio sistema, quattro erano le grandi questioni che giustificavano la transizione verso un nuovo tempo della Repubblica: 1) La questione istituzionale, già posta alla fine degli anni Settanta, affrontata lungo il corso degli Ottanta e infine riproposta dall’illusione referendaria. 2) La questione giudiziaria, parte essenziale della questione istituzionale, esplosa drammaticamente in un inedito, radicale e pericoloso conflitto con la politica di settori della magistratura, dei media e dell’opinione pubblica. 3) La questione dell’unità nazionale e del sistema delle autonomie, nell’incombente rischio di una nuova frattura storico-sociale tra Nord e Sud. 4) La questione della modernizzazione economica, sentita come ineludibile, in tutti i campi della vita pubblica, per ricollocare l’Italia in sintonia con le esperienze più avanzate dell’Occidente.Ebbene, tutte queste questioni sono ancora davanti a noi, irrisolte; anzi, incancrenite dal tempo perduto. Abbiamo ormai alle spalle quasi un ventennio sprecato. Le pochissime realtà riformate (Regioni, Comuni, legge elettorale) lo sono state seguendo suggestioni del momento o logiche di convenienza, fuori da un omogeneo progetto nazionale. E così si continua ancora oggi, tentando di piegare leggi elettorali e nodi istituzionali agli interessi di parte. Bisognerebbe trovare le sedi e gli strumenti per soluzioni largamente condivise. Il panorama è stato invece dominato da una sorta di guerra civile ideologica.Il risultato è che la cosiddetta Seconda Repubblica ha finito per mettere in archivio i concetti di “interesse generale” e di “bene comune” che sono invece il fondamento di ogni democrazia. Ha offuscato la partecipazione popolare alla vita pubblica trasformando il consenso in audience, le strategie politiche in surrogato quotidiano dei sondaggi, i partiti in clan elettorali dei leader e, infine, ciò che è più grave, il Parlamento in una sorta di “ente inutile”, pura cassa di risonanza dell’Esecutivo. Non è questa la modernità politica che gli italiani pretendevano. Fingendo di costruire una “democrazia degli elettori” si è, in realtà, dato vita ad una soffocante “democrazia delle oligarchie”. Questo è il vero volto dell’Italia nel primo decennio del XXI secolo.Per questo nasce l’Unione di Centro. Per aprire un nuovo tempo della Repubblica. Per ricostruire i valori fondativi della democrazia italiana: l’interesse nazionale e il bene comune come esclusiva finalità dell’agire politico. La competenza, lo spirito di servizio, il senso dello Stato come modello di selezione della classe dirigente. Il ruolo dei “corpi intermedi” nella gestione della cosa pubblica. La partecipazione popolare come motore della vita associata. Il dovere di “guidare” eticamente e politicamente ilPaese, al di là delle effimere rilevazioni statistiche del consenso. La democrazia nei partiti e nei sistemi elettorali come unica garanzia di libertà per tutti gli eletti e per tutti i cittadini. La centralità del parlamento come sede legittima della formazione dell’interesse pubblico. Fuori da questa “cornice di valori” nessuna democrazia può avere futuro.L’Unione di Centro, partita dall’incontro tra l’esperienza storica dell’Udc con nuove realtà di movimento come la Rosa per l’Italia, i circoli liberal e i Popolari democratici, forte dei due milioni di consensi che, nelle elezioni del 2008, le hanno permesso di resistere all’illusione del “voto utile”, nasce per proporre ai cittadini italiani di tutti gli schieramenti che vivono il disagio del finto bipartitismo, al mondo del volontariato e dell’associazionismo laico e cattolico, un grande progetto politico: l’orizzonte di un nuovo partito popolare e liberale di governo.L’unità politica dei cattolici è formula che appartiene ad altra e superata stagione storica. Ciò però non vuol dire che tutti coloro che si riconoscono nell’ispirazione cristiana debbano necessariamente accettare la “diaspora” come condanna inappellabile della storia dei cattolici italiani, come se dovesse essere obbligatorio vivere in “partibus infidelium”, e non possano invece ritrovarsi in una stessa casa politica, se la cornice identitaria e programmatica corrisponde ai loro valori.Ma non è certo questo il tempo di “rifare la Dc”. Il passato è il nostro tesoro di esperienza e di saggezza. Ma il presente e il futuro ci chiedono di aprire un diverso tempo politico. Il tempo di un nuovo soggetto nel quale i popolari, i liberali, i riformisti, i moderati di tutte le aree politiche riscoprano insieme la via maestra del Centro come luogo sempre essenziale per il governo.C’è un popolo cristiano che guarda alla politica con diffidenza, ma che sa che solo attraverso la politica può ottenere risposta alle sue esigenze. C’è un popolo laico che non si riconosce più nelle posizioni laiciste e che sente giunta l’ora di intraprendere nuovi sentieri.È giunto dunque il momento di aprire una nuova storia politica. Non un “terzo polo” di risulta tra due immutabili giganti bipolari, ma un’offerta politica, di governo, di partecipazione democratica del tutto nuova, che nasca dalla “rottura” del finto bipartitismo, pericolante esito del fallimento della cosiddetta Seconda Repubblica. Un centrosinistra che metta insieme tutto, dall’estrema sinistra al centro, così come un centrodestra costruito con analoga disomogeneità non sono stati e non saranno mai in grado di governare, nella stabilità, l’innovazione.L’Italia di oggi è malata di immobilismo, mentre tutt’intorno il mondo cambia e prepara, a cominciare dagli Stati Uniti, l’avvento di una nuova era. Noi siamo fermi. La grave crisi economica internazionale mette in discussione la tenuta del nostro patto sociale e denuncia come ormai intollerabili le arretratezze del nostro sistema istituzionale ed economico. Il deficit di valori che colpisce soprattutto le giovani generazioni sta facendo nascere un vero e proprio allarme sulla tenuta etica della nostra società.Non c’è più tempo da perdere. Non c’è più tempo per pigrizie, per paure, per coltivare piccole rendite di posizione. È tempo di rimettersi in cammino. Con il coraggio dei liberi e dei forti.
lunedì 23 febbraio 2009
non è un Partito come gli altri !!!
non una Margherita del 2020 ...
... neanche un centro che abbia un percorso predeterminato
ma un progetto alto all’insegna dell’unità della Nazione e nel suo esclusivo interesse ...
è ora di uscire dalla logica della demonizzazione dell’avversario ...
Il Pdl ha legato il suo destino a un leader...i grandi partiti non legano a un leader la loro storia.
Noi dobbiamo mettere la prima pietra di un partito che rimanga, al di là delle persone...
Il nostro progetto non è affidato alle suggestioni della pubblicità...
è rivolto a coloro che nel Pd vivono un senso di disagio, ma anche a chi nel Pdl ora vede tutte le distorsioni e richiamato alla disciplina ha paura...
L’obiettivo è puntato anche verso il mondo delle imprese e dell’associazionismo.....
...mettere al centro i problemi dell’Italia l'unica vera variabile politica per il futuro
PIER FERDINANDO CASINI
21 Febbraio 2009
cercherò di dare ill mio contributo perchè queste parole che esprimono buoni intendimenti diventino Buona Politica come voleva Don Lugi Sturzo 90 anni fa.....spero di farlo insieme a molti di voi....
un caro saluto, Domenico.



